lunedì 14 dicembre 2009

BUONNNNNATALE ... e OLTRE!

Ci hanno bombardato di mail, invitandoci a scrivere di nuovo, a sviscerare come abbiamo sempre fatto, problemi e notizie di Ortona! Abbiamo ringraziato tutti ribadendo loro che quanto prima l'avremmo fatto!!

Ora ci chiediamo: ma chi siamo noi per dover scrivere sempre e con puntualità sugli accadimenti locali? Impegno che portiamo avanti senza terzi fini se non quello d'informare liberamente e completamente a nostre spese!

Dovrebbe essere compito de "La Piazza", de "La Sveglia", de "Il Cittadino" e di tutti quei fogli e "Foglietti" che più o meno puntualmente cercano di mantenere alta l'etica giornalistica locale!!

Più di 30 mesi fa abbiamo aperto questo blog come sostegno immediato alla lotta contro il potenziale Centro Oli ENI di Contrada Feudo di Ortona e contro tutte quelle ingiustizie e contro a tutti quei soprusi amministrativi che hanno avvolto d'ignoranza e di cattiveria quest'annosa questione, speriamo abbandonata definitivamente!

Abbiamo scritto, riscritto e riscritto ancora i nomi dei responsabili locali che volevano regalare in gran segreto il benessere collettivo degli ortonesi all'ENI e all'indotto petrolifero ad esso vicino. Abbiamo elaborato concetti, ed evidenziato palesi incongruenze! L'abbiamo fatto sempre dal basso della nostra esperienza ma sempre puntando all'alto della morale popolare e del diritto a vivere nell'ambiente più consono alla nostra storia, alle nostre tradizioni antropologiche, e al futuro dei nostri sogni!

Abbiamo, poi, sottolineato la pochezza degli uomini che ci hanno amministrato da tempo e i loro spregevoli interessi personali economici quando posti sul benessere collettivo.

Abbiamo sostenuto a gran voce le lotte dei cittadini più deboli ed abbiamo dato spazio a tutti quelli che ne facevano richiesta!

Abbiamo ospitato centinaia di commenti, liberi da censure e da pregiudizi! Abbiamo allontanato con energia gli anonimi spargi zizzania, ed abbiamo sempre tutelato la "libertà di parola"!

Ora, quindi, di che cosa continuare a scrivere? Noi abbiamo già detto molto .... sono gli altri, i giovanissimi, quelli che fino adesso sono rimasti in silenzio che dovrebbero gridare a gran voce il loro pensiero!

Se la situazione ortonese non vi è chiara e molti concittadini continuano, pur sapendo o supponendo le verità, a far finta di niente, noi non possiamo ribadire sempre le stesse cose..... saremo i primi a stufarci!

NOI PERO', DAL 1 GENNAIO 2010 ANDREMO OLTRE, oltre le ipocrisie, oltre i lecchini, oltre i venduti per un posto alla grande distribuzione, ... andremo oltre gli sguardi velati di giovani invecchiati troppo presto, oltre le remore ed i timori delle decine di persone assoldate dagli Enti Pubblici con miseri contratti co.co.co., o assunti solo grazie a concorsi "cuciti addosso" alle persone raccomandate!! ...

NOI ANDREMO OLTRE, oltre le minchiate che 50 anni ancorano Ortona solo al Porto e che non permettono il definitivo sviluppo agricolo delle campagne.

NOI ANDREMO OLTRE, oltre i limiti della cattiva architettura prodotta grazie all'avido mercato del mattone messo su ad arte da improvvisate società di costruzioni, ..... stando sempre vicini alle qualità di quei giovani imprenditori edili ricchi di passione, di esperienza familiare che hanno voglia invece di rendere più stimolante la loro attività professionale puntando alla bellezza e alla vivibilità della loro città!!

NOI ANDREMO OLTRE, oltre le chiacchiere sapendo che il lavoro non c'è e che necessariamente dobbiamo trovare tutti insieme delle soluzioni altrenative plausibili, in grado di convincerci sul rilancio di un'economia al collasso!!

NOI ANDREMO OLTRE, oltre i personaggi "mafiosi" di Ortona, che cercano di tessere la loro rete di malaffare, cercando di insinuarsi in tutti gli ambienti possibili, cercando di tatuare con il loro simbolo anche i più puri di cuore, avvelenando gli ambienti sociali con le loro false partecipazioni, con le loro finte iscrizioni!!

NOI ANDREMO OLTRE, oltre i limiti imposti dall'ignoranza e dall'ottusaggine!

www.oltreortona.blogspot.com (on-line dal 1 gennaio 2010)

scrivici una mail per saperne di più:
oltreortona@gmail.com

martedì 20 ottobre 2009

SEMPRE PIU' GIU'





A quasi un anno (dicembre 2008) da un nostro vecchio post che, a differenza di molti giornali locali, riusciva a fare luce sulla
denuncia
datata agosto 2006 mossa dallo sfortunato sig.Zapparata Giovanni di Ortona, in merito alla questione "Case Popolari", oggi torniamo a pubblicare i primi responsi della giustizia su questo increscioso intreccio che aveva portato il Tribunale di Chieti ad indagare su Walter Albi (dirigente competente), Carlo Borromeo (assessore competente) e Remo Di Martino (vice-sindaco).

Giovanni ZAPPARATA, ricordo, è un ortonese con un passato difficile e con un presente impossibile: “Sono in graduatoria da 13 anni per ricevere un’alloggio popolare!" ci diceva un anno fa .... " Per questo ho maturato tutti i diritti. Il Comune di Ortona mi ha parcheggiato temporaneamente da più di 10 anni in un ex ufficio mal ridotto e dalle condizioni igieniche raccapriccianti. In tutto questo tempo mi hanno preso in giro con un mucchio di promesse mai rispettate. Poi, arriva il giorno dove la pazienza scopre il limite: vedendo che gli amministratori comunali privilegiavano palesemente persone con una graduatoria inferiore alla mia, mi decisi a denunciare il fatto.”

La Procura della Repubblica aprì l’indagine trovando clamorosi riscontri alla sua denuncia: indagini chiuse a metà di ottobre 2008! (vedi documento integrale-originale pubblicato integralmente nel nostro vecchio post datato dicembre 2008.)

In data 25.09.2009 il Pubblico Ministero dott.ssa Rosangela Di Stefano presso il Tribunale di Chieti ha disposto il rinvio a giudizio per Albi Walter, Boromeo Carlo e Meletti Giovanni per i reati di concorso in abuso d’ufficio continuato nelle loro rispettive funzioni, il primo, di Dirigente del 3° Settore assetto e gestione del Territorio e, il secondo, di Assessore all’Edilizia Residenziale Pubblica delegato sindacale alla politica della Casa per aver agevolate delle persone che non avevano titolo ad avere in assegnazione in via definitiva abitazioni di E.R.P. a danno di altri utilmente posizionati in graduatorie.

Questa vicenda giudiziaria, come abbiamo già anticipato, ha preso spunto da una circostanziata denuncia presentata da un concittadino “sfortunato” Zapparata Giovanni.

Da una attenta disamina degli atti del procedimento, ed a seguito della attività difensiva posta in essere in corso d’indagine, il Pubblico Ministero ha inteso archiviare la sola posizione del vice-sindaco del Comune di Ortona, Remo Di Martino, in quanto il comportamento dello stesso, proprio in detta veste, non può integrare gli estremi del reato di abuso in atti d’ufficio in quanto si è limitato a “segnalare”, su richiesta del difensore civico all’ufficio competente la situazione di un assegnatario che chiedeva la mobilità in altra abitazione; a supporto di ciò l’inquirente ha richiamato il costante riferimento giurisprudenziale (Cass. Pen. 13.04.2005, n. 35661) che esclude la configurabilità di detto reato laddove non si ravvisino altri comportamenti (che il P.M. ritiene di non aver rinvenuto nella fattispecie) in quanto “la mera segnalazione o raccomandazione, non avendo efficacia determinante sulla condotta del soggetto competente all’emanazione dell’atto, il quale è libero di aderire o meno alla segnalazione secondo il suo personale apprezzamento”.

In pratica al di fuori della "segnalazione", secondo il magistrato, non c’è stato alcun elemento di prova a dimostrazione che il Di Martino abbia fatto pressioni al Dirigente del 3° Settore per l’emissione della determina dirigenziale.
Sulla base della documentazione acquisita ed in atti del P.M. spicca in modo particolare la verbalizzazione della Commissione Casa del Comune di Ortona e le sommarie informazioni del suo Presidente dell’epoca, Carlo Ricci, rese in data 16 aprile 2007, dalle quali si rileva che effettivamente, in epoca successiva alla c.d. “segnalazione” apposta in calce alla missiva datata 13.07.2004 del Difensore Civico e diretta al Sindaco del Comune di Ortona, il Vice – Sindaco si sia adoperato affinchè all’assegnatario venissero consegnate le chiavi dell’alloggio E.R.P. nonostante il diniego dei funzionari dello I.A.C.P. di Chieti.
Infatti dalla lettura della verbalizzazione della Commissione Consiliare Speciale per i problemi degli alloggi E.R.P. di Ortona dell’11.11.2004 alle ore 15,45 e del 14.12.2004 ore 15,45, con specifico riferimento a quest’ultima, il Presidente della stessa riferisce che “nei giorni precedenti l’ultima riunione (11.11.2004) aveva dato disposizioni verbali al dirigente del 3° Settore (Albi Walter) di sospendere la mobilità dell’assegnatario G.” precisando inoltre che la determina dirigenziale (n. 575/2004) con la quale è stata disposta la mobilità del nucleo familiare di G. da Piazza 28 dicembre n. 23 a Via Ruella Petrilli n. 11, int. 6, è stata emessa il giorno 11.11.2004 alle ore 17,00 e quindi successivamente alla deliberazione della Commissione che aveva disposto la sospensione.

In modo più specifico, sempre Carlo Ricci, riferisce di aver appreso che dopo un primo tentativo infruttuoso di ottenere le chiavi presso l’ATER di Chieti, il G. ci sarebbe riuscito qualche ora più tardi “grazie all’interessamento nel frattempo del Vice Sindaco”.
Sarebbe interessante apprendere quante “segnalazioni” dell’ex Vice – Sindaco siano state recepite dai dirigenti degli uffici comunali; per il momento a noi risulta che nonostante le reiterare richieste dello Zapparata Giovanni anche allo stesso personaggio politico siano rimaste inascoltate.

Come dire cittadini di serie A e di serie B ad Ortona pari non sono.

.... l'ennesima figuraccia di una classe dirigente che non perde occasione per dimostrare le proprie incapacità professionali e
nello stesso tempo le sfacciate propensioni verso l'interesse privato nelle svolgimento quotidiano delle funzioni pubbliche per le quali sono stati eletti dal popolo!

lunedì 28 settembre 2009

La Nave va ........ fino al Corriere.it




A due anni dalla manifestazione popolare (era domenica 23 settembre 2007) che ha segnato la storia sociale di Ortona e che al grido "MEGLIO IL VINO DI FRATINO&DIMARTINO" ha visto sfilare più di 2.500 cittadini tra le vie della città, ci ritroviamo oggi ad aver saputo vincere tutti insieme la battaglia mediatica contro lo spauracchio del petrolio in Abruzzo!

Ne è la prova l'ennesimo appello di chi si può considerare a ragione la paladina di questa interminabile lotta sociale, la Prof.ssa Maria Rita D'Orsogna, apparso in questi giorni su www.corriere.it, il quotidiano on-line più seguito in Italia.

Appello, riportato fedelmente di seguito, in grado di evidenziare ancora il pericolo incombente che grava sulla nostra regione per niente scongiurato dagli spot pre-elettorali ribaditi più volte dal governatore dell'Abruzzo Chiodi e dal suo presidente del consiglio!

Oggi, grazie agli sforzi di tutti, il problema "Petrolio in Abruzzo" ha una risonanza nazionale; il NO forte e deciso espresso da 8 persone su 10 abruzzesi denota senza dubbi che l'Abruzzo vuol rimanare ancorato alla sua storica economia agricola puntando nel terzo millennio verso uno sviluppo sostenibile turistico ed ambientale!

L'unica incongruenza di tutta questa vicenda è che Ortona si ritrova oggi un'assessore provinciale alla cultura e al turismo che proprio due anni fa, come presidente del consiglio comunale benedisse sfacciatamente l'arrivo del petrolio, attraverso comizi pubblici,
con esternazioni alla stampa e con diverse migliaia di pubblicazioni cartacee diffuse per tutta la città (pur essendoci il divieto di volantinaggio in tutto il territorio comunale) !!!!! Un tonfo diplomatico e politico oggi che evidenzia quanto conta in realtà all'interno di divisioni partitiche il neo presidente Di Giuseppantonio, e quanto hanno a cuore tutti i politici il problema della petrolizzazione in Abruzzo!

Noi, continuando a difendere la nostra terra da questi bassi sciacalli della società, confermiamo quanto è stato finora detto e fatto!

"NO AL PETROLIO IN ABRUZZO - MEGLIO IL VINO DI FRATINO&DI MARTINO"

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da www.corriere.it
L'Abruzzo non vuole diventare un pozzo (petrolifero) senza fondo

Nel mirino anche le colline del Montepulciano Doc e Il parco nazionale della Majella
. Un piano prevede di installare impianti di estrazione sul 50% del territorio: a rischio agricoltura e turismo!

Spero che vogliate parlare di tutto l'Abruzzo come zona da salvare. L'Eni infatti si appresta a trasformare la nostra regione in un mega campo petrolifero, trasformando il 50% del territorio in zona per l'estrazione del petrolio, comprese le colline del Montepulciano Doc, Il parco nazionale della Majella, e quello di Lazio ed Abruzzo. Sono due anni che cerco di sensibilizzare abruzzesi - politici, popolo, giovani e chiesa cattolica su questo grave problema, con la stampa nazionale che sembra essere mummificata. La Basilicata, dove si trivella da 15 anni, muore, e io vorrei che per una volta in Italia fossimo preventivi e fermassimo il degrado ambientale prima di iniziare a contare i morti. In Basilicata si puo.

Il petrolio abruzzese è di qualità scadente. E' un fango fortemente corrosivo e denso. L'indice API è 12. Il petrolio migliore del mondo è quello texano ad inidice 40. Quello peggiore sono le sabbie del
Canada con indice 8. Dunque, il petrolio abruzzese giusto un po meglio delle sabbie bituminiche dell'Alberta. L'idea dell'Eni è quella trasformare 15 ettari di terra a Montepulciano doc ad Ortona in una raffineria di petrolio creata apposta per desolforizzare le schifezze del sottosuolo abruzzese. Questo centro deve sorgere a 500 metri dal mare. Si parla di costruirne altri due nella piana di Navelli e nel Teramano. Le trivelle nel mare a Pineto ospiteranno la desolforazione sulle piattaforme stesse. L'Abruzzo quest' anno è arrivato quarto al Vintilaly di Verona per numero di medaglie sulla qualità dei vini.
Questa regione fino a 50 anni fa era povera. Ora, la possiamo rigirare come vogliamo, ma vino, agricoltura, turismo e petrolio non possono coesistere. Alcuni studi dell'università californiana Davis, con uno dei dipartimenti di agricoltura più famosi d'America, ha concluso (30 anni fa!) che le emissioni di idrogeno solforato alle stesse dosi di quelle consentite dalla legge italiana, causa la morte dei vigneti. Bucare in lungo e largo l'Abruzzo significherà quasi sicuramente compromettere tutta la nostra agricoltura.

Il rapporto guadagno petrolfiero/perdita agricoltura è infinitamente basso. Ad Ortona, il petrolio porterà a 30 posti di lavoro (l'ha detto l'Eni stessa) a fronte di 5000 famiglie nei vari comuni attorno alla proposta raffineria impiegate nell'agricoltura che perderanno il loro sostentamento, per non parlare del turismo e della pesca del luogo. Il petrolio abruzzese non è una risorsa per l'Abruzzo, ma per l'Eni. Non esiste un comune "petrolizzato" in Italia dove si vive bene con il petrolio: esplosioni a Trecate, petrolfiere inabissate a Genova, bimbi deformi a Gela, tumori fuori ogni limite a Falconara, inquinamento alle stelle a Melilli, Priolo, Augusta, Cremona, Falconara, Mantova, Sannazzaro, Sarroch, Marghera, manfredonia.
Anche per quanto riguarda le famose royalties, facciamo pena. In Norvegia fra tasse locali e governative, devi lasciare l'80% del ricavato ai Norvegesi. In Italia, le tasse governative sono del 30% e poi agli Abruzzesi resterà l'1% della ricchezza estratta. Però se estrai al di sotto di un certo limite, paghi zero spaccato. Chi controlla il greggio estratto è l'estrattore stesso! Ai petrolieri si vuole regalare il 50% del territorio, compreso parte dei parchi nazionali e la costa. Su quei territori vive l'80% della gente d'Abruzzo. Un sondaggio fatto dal governo centrale mostra che il 75% degli abruzzesi è contrario alle trivelle. La terra non è dell'Eni ma degli Abruzzesi. Grazie ad altre opere già portate avanti (fra cui la centrale turbogas di Gissi), l'Abruzzo già produce più energia di quanto gli serva. Il petrolio non può coesistere con l'Abruzzo che conosciamo oggi.

Maria Rita D'Orsogna
Assistant Professor Department of Mathematics
California State University at Northridge Los Angeles CA

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VALUTAZIONE AMBIENTALE ED ECONOMICA (a cura del Wwf)

Un’oasi di bellezza tra il cemento che copre gran parte della costa abruzzese, con unicità botaniche, geologiche, faunistiche e storiche, è quella che si dispiega nel tratto litoraneo che va da Ortona a San Salvo. Un susseguirsi di falesie, calette, spiagge sabbiose e ghiaiose, interrotte dai famosi “trabocchi”, scheletri di legno magicamente sospesi tra la terra e il mare per pescatori poco avvezzi alle onde. A ridosso della costa le colline del Montepulciano da cui si ricava il pregiato vino, degno prodotto di un luogo anticamente chiamato “La terra d'oro“, per la ricchezza delle acque, la fertilità delle campagne e le bellezze paesaggistiche . Questo lembo di costa, miracolosamente salvatosi grazie al vecchio tracciato ferroviario- ora dismesso- sta scomparendo a ritmi vertiginosi sotto l'insipienza di gran parte dei nostri amministratori comunali, regionali e del Governo Nazionale, nonostante alcuni iniziali e importanti tentativi di salvaguardia. E' nel 2001 che inizia l'iter istitutivo del Parco della Costa Teatina mai portato a termine da nessun governo regionale che si è succeduto. Solo nel 2007 vengono istituite quattro piccole Riserve regionali nell’ambito di un Sistema di aree protette, che non riescono però a frenare la speculazione edilizia. Oggi la costa rischia anche la deriva idrocarburi: aumento costante delle perforazioni petrolifere in mare e in terra, previste dal Piano triennale energetico dell'attuale Ministero degli Affari Produttivi, l'incombente realizzazione di un Centro Oli (raffineria), momentaneamente sospesa grazie alla tenace opposizione di associazioni e comitati di cittadini, la prospettiva di un porto (Ortona) destinato all’industria petrolifera. Come non bastasse fiumi in condizioni disastrose, cementificazione che avanza inarrestabile, spiagge soffocate da stabilimenti e attrezzature balneari che fagocitano i residuali habitat dunali, tingono il futuro di questo specialissimo lembo di costa a tinte fosche.



25 settembre 2009

martedì 22 settembre 2009

NoiOrtonesi diciamo NO



Sgualcita, scucita, trasandata, maltrattata, sfruttata! Questa è la nostra città: possiamo affermare con forte rammarico che oggi la foto più reale di Ortona è simile ad una vecchia calzetta!

Qualcuno continua a nascondere le beghe del paese e a dipingere nello stesso tempo come uniche ed introvabili le bellezze locali, che invece a soli pochi chilometri sono spesso in realtà superiori alle nostre, soprattutto nel modo e nelle attenzioni con le quali vengono trattate e tutelate dalle istituzioni e dagli stessi cittadini.

Qualcun altro crederà all’opposto solo per convenienza di parte o per evidenti interessi privati, ma in fondo anche loro sanno benissimo che la realtà è tutt’altra cosa.

La riprova pratica la possiamo ottenere singolarmente, ogni volta che viaggiamo nei paesi limitrofi, o negli stati cosiddetti “sviluppati” al pari dell’Italia. Notiamo grosse differenze: nella mentalità delle persone; nell’ innato senso civico; nel maniacale rispetto verso la cosa pubblica e verso il territorio; nella sfacciata predisposizione verso le novità e le innovazioni; nel rispetto tra i cittadini; nella presenza costante delle istituzioni; nell’allontanamento sociale nei confronti dei politici ambigui e corrotti dediti solo all’accumulo delle proprie ricchezze; nella qualità delle istruzioni; nella qualità delle proposte culturali; nella cura verso i luoghi pubblici come parchi urbani, spiagge, strade, parcheggi; nel coinvolgimento civico alla vita politica e amministrativa delle singole città. Nella qualità dell’architettura pubblica e privata; punto fondamentale questo per la crescita e lo sviluppo di tutto ciò che finora si è descritto!

Portateci un solo esempio ad Ortona che riesca a confrontarsi positivamente con tutto questo!

Qui si continua solo ad inaugurare vecchi manufatti architettonici ristrutturati grazie ad interventi regionali, nazionali ed europei e non si pensa che a soli 10 chilometri, già 10 anni fa il Comune di Francavilla al Mare ha investito diversi milioni di euro per realizzare un nuovo museo, oggi polo indiscusso della cultura regionale.

Qui si continuano a cementificare fossi e parchi naturali mentre a soli 15 chilometri il Comune di Lanciano ha creato un nuovo parco pubblico al centro della città risanando nello stesso tempo un fosso di poco conto.

Qui si continuano a gettare milioni di euro per lo sviluppo del bacino portuale di Ortona pur sapendo che l’economia prodotta finora dallo scalo marittimo locale avvantaggia solo poche e note famiglie locali mentre la città superiore piange per i suoi quasi 5.000 iscritti alle liste di collocamento (il 20% circa della cittadinanza!!!!).

L’abbiamo detto più volte senza timore perchè la storia dei fatti ha sempre confermato le nostre tesi; abbiamo dimostrato la forte incongruenza di Ortona che, pur avendo praticamente una economia generale ferma, senza sbocchi nei soliti vetusti stilemi di programmazione economica strategica, riesce a far crescere economicamente una sola classe sociale: quella che dirige la politica che poi è tutt’una con quella imprenditoriale locale!

..... Società miste pubblico-private; società fittizie tra imprenditori portuali e politici, eletti quasi sempre non per meriti sociali ma solo grazie ai bacini di voti creati con la gestione clientelare delle assunzioni operate nelle stesse società che controllano; società private installatesi sul territorio grazie a fantomatici accordi programmatici politico-istituzionali e che, a quel che si sente in giro, ancora oggi gestiscono le assunzioni a loro piacimento! Questi sono i dibattiti popolari che ingabbiano la nostra città in una sorta di limbo dal quale non si riesce ad uscire!

Ci siamo chiesti più volte perché le autorità competenti non sono intervenute a garanzia della legalità: forse perchè sembrano solo chiacchiere da bar, eppure ci sono stati diversi esposti in procura!

Ci sono tutt’ora indagini in corso su loschi personaggi inquisiti e non ancora finiti sotto processo per “l’Affaire Case Popolari”. C’è la corte dei conti che indaga sul "Parcheggio Ciavocco", esempio summa della cattiva gestione politica degli ultimi anni!

La risposta dovrebbe essere chiara ed è rinomata. La città sa ma fa finta di non sapere, i cittadini vedono e quasi tutti fanno finta di non vedere! In una parola: OMERTA’…. L’importante è pensare ai propri interessi e se un personaggio ambiguo ti commissiona un lavoro, è meglio accettare in nome dell'economia produttiva che combattere il malaffare. Questo fanno tutti i giorni anche molti nostri “pseudo-amici”!!

Noi diciamo NO ….. e da anni che lo facciamo! Da oggi vogliamo far nascere qualcosa di nuovo per Ortona. Nasce il NO convinto di chi crede ad una città diversa, fatta da gente diversa, con mentalità diversa, con cultura diversa! CON DEI SOGNI DIVERSI!

NO / Noi,Ortonesi

www.noiortonesi.blogspot.com

giovedì 3 settembre 2009

ANCORA A SOSTEGNO DI MARIA RITA



Abbiamo ancora il dovere e il piacere di pubblicare le sapienti considerazioni della Prof.ssa Maria Rita D'Orsogna sulla breve risposta scritta dal capo ufficio stampa della provincia di Chieti per conto del Presidente Enrico di Giuseppantonio alla precedente lettera della professoressa di 15 giorni fa, e già pubblicata precedentemente sulle pagine del nostro blog.

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(Quasi) ..... da Enrico di Giuseppantonio

Pubblico la risposta che mi e' arrivata oggi da parte del Capo ufficio stampa della provincia di Chieti, Antonello Antonelli, da parte del presidente della provincia, Enrico di Giuseppantonio.

Gent.ma prof.ssa D'Orsogna,

non stiamo ignorando assolutamente ne' i suoi appelli ne' quelli dei cittadini che ci chiedono di intervenire. Subito dopo la ricezione della sua missiva, abbiamo attivato tutti i nostri canali e contattato alcuni comitati che sono con lei per il no alla petrolizzazione dell'Abruzzo per avere un quadro completo della situazione e poter elaborare con tutta la necessaria accuratezza le nostre controdeduzioni da inviare agli uffici competenti.

L'amministrazione provinciale non e' un comitato di cittadini, ha regole e procedure da seguire ne' puo' sparare nel mucchio senza un'adeguata informazione, che provenga da tutti gli attori in campo. Le abbiamo assicurato un intervento entro i tempi prestabiliti, con
la sua mail dimostra di non fidarsi della nostra parola. Avrei capito la sua reazione stizzita il 27 settembre, ma non oggi, a piu' di tre settimane dalla scadenza dei termini.

Comprendo bene la sua premura, vista la battaglia che da tempo lodevolmente sta combattendo, ma indirizzare alla Provincia un sollecito in forma piu' discreta sarebbe stato piu' corretto. La terro' informata sulle nostre iniziative in materia.

Cordiali saluti e buon lavoro.

Ricordo che quando arrivo' da analizzare il plico sul progetto di ampliamento di Rospo Mare a Vasto, verso Marzo di quest' anno, questo conteneva almeno 500 pagine scritte in tecnichese. In quella occasione arrivarono ottime osservazioni da parte di Apocalisse Italia e del Comitato Natura Verde (se ce ne furono delle altre, ditemi che le cito).

Davvero la provincia fara' tutto in tre settimane? E chi sono gli esperti che faranno queste osservazioni?

A me non piace (come credo a nessuno) fare la parte della rompiballe e muoio dalla voglia di trovare un politico che abbia voglia di fare la cosa giusta e potermi dedicare ad altro. E' solo che se non ci fossero stati i cittadini, la provincia di Chieti se ne sarebbe mai accorta del progetto della Vega Oil? Si sarebbe preoccupata? Avrebbe agito? Se quella mia lettera non fosse finita sui giornali - so che l'hanno pubblicata sia Il Messagero che il Centro, oltre che altri bloggers (grazie a tutti per averla messa su!)- la provincia si sarebbe sentita pressata a fare qualcosa?

E perche' tutto deve essere fatto "in discrezione"? Non abbiamo forse il diritto di sapere?

E con quale organizzazione contraria al petrolio stanno lavorando? E quali sono gli altri "attori" in campo come li definisce Antonelli? Il sindaco Nicola Fratino di Ortona che ricavera' dei soldi personali dal passaggio delle petroliere? Oltre al milione di euro che ha gia' intascato dall'ENI tramite la Buonefra?

E perche' su facebook Enrico di Giuseppantonio risponde a tutti, ma non ai vari appelli rivoltigli in questa direzione? Mi sembra molto piu' importante il petrolio che non il sapore delle olive.

Ancora, perche' di Giuseppantonio non ha detto nulla e non si e' voluto esporre su questo tema la sera di Cupello?

Ci crede davvero la provincia di Chieti alla lotta contro il petrolio?

Soprattutto, ancora non mi e' chiaro cosa la provincia intende fare. Si potrebbe iniziare con l'andare in televisione a dire: la provincia di Chieti si oppone alla realizzazione del pozzo Vega Oil perche' incompatibile con il progetto di fare della costa teatina un centro turistico
di qualita' ed e' per questo che presenteremo la nostra contrarieta' a tutti i ministeri ed agli uffici competenti.

La petroceltic ci guarda - legge il mio blog, figuriamoci se non prestano attenzione alle voci dei governanti locali.

Facile no? Perche' c'e' questa paura? Nella mia opinione chiunque sia favorevole a questa nuova piattaforma, come sempre, o e' ignorante in materia o e' in malafede. Il rimanere passivi non e' accettabile, non si puo' dire che si vuol fare dell'Abruzzo la Catalogna d'Italia e poi lasciarci in balia dei petrolieri.

Intanto, la Petroceltic sa che noi siamo qui a far commedia, ecco cosa leggo dal sito degli investitori:

Speaking of Abruzzo, I say let's double the price of oil and gas to Italy. I stumbled upon another link earlier which says there are about 3,000 in the region against drilling by mog, pci and eni. It also said that drilling had been outlawed a while back.

Basta solo ricordare che in Lombardia la ditta Po Valley ha rinunciato a trivellare perche' TUTTE le autorita' locali si sono espresse contro alle trivelle nel parco del Curone.

Perche' non possiamo aspirare ad un risultato simile per il parco della Costa Teatina?

L'ho gia' detto mille volte, nei mari Californiani non e' piu' stata messa una piattaforma dal 1969. Qui siamo 40 anni indietro. Andiamo avanti cosi'.

mercoledì 26 agosto 2009

TUTTI UNITI CON MARIA RITA


Abbiamo il dovere e il piacere di pubblicare la lettera che la Prof.ssa Maria Rita D'Orsogna ha scritto più di dieci giorni fa al neo Presidente della Provincia di Chieti a Enrico di Giuseppantonio

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Bene, visto che sono passati dieci giorni da quando gli ho scritto, e visto che la situazione petrolifera resta prigioniera del non fare politico, non posso fare altro che pubblicare la lettera che ho scritto al nostro presidente della provincia, Enrico di Giuseppantonio.

Ricordo che il 31 dicembre del 2009 scade la moratoria sulle operazioni petrolifere in Abruzzo, senza che vi sia nessuno strumento che protegga la nostra regione.

Ricordo a tutti che il presidente della provincia di Chieti si e' impegnato ad adoperarsi contro il petrolio nel concreto. L'ha promesso a Lanciano, il 19 luglio del 2009. Finora di concreto non ha fatto nulla, se non appuntare Remo di Martino - paladino del si al centro petrolfiero di Ortona - ad assessore al turismo, senza che nemmeno quest'ultimo fosse stato eletto. Bella roba.

Se c'e' una cosa che non sopporto e' di essere presa in giro. Quando uno da' la propria parola sarebbe bene mantenerla. Appena scritto questo email, il segretario del presidente, Antonello Antonelli, mi rispose dicendomi che diGiuseppantonio mi avrebbe contattato l'indomani.

Bene, questo "indomani" di dieci giorni fa non e' mai venuto. Se pensano che siccome sono fisicamente lontanta me ne sto zitta, si sbagliano di grosso.

Qui altre richieste di convocazione con il presidente di regione, Gianni Chiodi, portata avanti dagli amici del Comitato per la difesa dei beni comuni, nel teramano. Anche li, non ci sentono bene i nostri politici. Che delusione questo Gianni Chiodi.

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Gentile Dr. Di Giuseppantonio,

sono Maria Rita D'Orsogna, e le scrivo da Los Angeles, di nuovo in merito alla questione petrolio.

Come forse lei sapra' la ditta Vega Oil ha deciso di trivellare le coste antistanti Ortona, con una piattaforma a soli sette chilometri dalla costa, in acque profonde solo trenta metri e per circa cinque chilometri sotto la crosta terrestre.

Tutto questo in una democrazia vera non succederebbe. Le ricordo che lungo le coste atlantiche e pacifiche degli USA non si mettono piu' piattaforme in mare a meno di ben 160 km dalla costa e questo dal 1969.

Cosa c'e' da fare nel concreto? C'e' tempo fino al 25 Settembre per presentare osservazioni al Ministero dell'Ambiente per contrastare questa nuova proposta di trivellare l'Abruzzo. Le associazioni di cittadini si stanno gia' mettendo all'opera per farlo.

Nello specifico occorre che:

1) La provincia deve presentare delle proprie osservazioni contrarie al progetto della Vega Oil SpA. Le associazioni di cittadini si stanno gia' muovendo in questo senso ma non possono essere lasciate, ancora una volta, sole.

Serve un segnale FORTE da parte delle isituzioni legate al nostro territorio. Quando un cittadino ha contattato i tecnici del ministero e ha chiesto come mai rilasciassero sempre tutte le autorizzazioni, si e' sentito rispondere che NESSUNO ha mai presentato delle osservazioni contrarie entro i termini previsti dalla legge (60 giorni dalla pubblicazione dell'avviso sui
giornali).

Se necessario, la provincia si faccia carico di pagare un consulente
ESPERTO ed INDIPENDENTE che la aiuti nella redazione delle osservazioni.

2) La provincia supporti attivamente il lavoro svolto dalle associazioni.
In particolare, occorre che la provincia sia COFIRMATARIA delle osservazioni che i cittadini stanno preparando. Bisogna far capire ai tecnici del ministero che c'e' un fronte comune che unisce istituzioni e semplici cittadini nel dire no al petrolio.

Le manderemo le nostre osservazioni appena saranno pronte.

3) La provincia puo' coinvolgere attivamente i comuni del suo territorio chiedendo ai sindaci di aggiungere le singole amministrazioni cittadine alla lista dei firmatari delle osservazioni al ministero.

Le ricordo che e' UN DOVERE proteggere ed informare i cittadini, anche
perche' lei ha promesso che si sarebbe impegnato concretamente a proteggere la costa teatina dagli attacchi del petrolio.

Bene: questo e' il momento di darsi da fare concretamente e di iniziare a produrre dei documenti ufficiali con il marchio della provincia. Vacanze o non vacanze i petrolieri si portano avanti con il proprio lavoro.


Da ultimo, le faccio notare come sia diverso l'atteggiamento delle istituzioni locali verso il problema del petrolio da nord a sud del nostro paese.

IN VENETO: Sono stata invitata ad un convegno a Venezia, a parlare del tema petrolio. Ci saranno il presidente della regione Veneto, Galan, i tre presidenti della provincia di Venezia, Padova e Rovigo e tutti i sindaci del comprensorio, compreso quello di Venezia.

IN LOMBARDIA: Sono stata a parlare ad una platea molto ampia e alla presenza di vari sindaci ed amministratori locali nel mese di Giugno. I Lombardi sono stati tutti uniti e compatti nel dire no, compresi i vari ministri che vivono nella zona. Dopo solo un mese dalla mia visita,
l'attivismo dei lombardi ha costretto la ditta proponitrice delle estrazioni petrolifere
a domandare il ritiro delle autorizzazioni.

In Abruzzo invece, salvo pochissime eccezioni, siamo governati da una classe politica poco lungimirante e ferma agli anni del dopoguerra italiano, al miraggio della ricchezza portata dal petrolio.

Grazie,

Maria Rita D'Orsogna

martedì 25 agosto 2009

L'UNICA RICETTA



C'è bisogno di una valida ricetta per cambiare velocemente le cose!

Abbiamo riflettuto a lungo, abbiamo considerato i fatti, gli accadimenti, la storia. La situazione era fin troppo chiara. Abbiamo agito, ci siamo esposti, abbiamo evidenziato pecche ed incongruenze. Abbiamo avuto il coraggio di fare nomi e cognomi affianco all'operato sociale di parte, quasi mai dalla parte del cittadino, quasi sempre dalla parte di amici ed imprenditori schierati, soci, vicini.

Abbiamo anche pensato di sbagliare le nostre considerazioni; abbiamo creduto di avere pregiudizi o palesi antipatie! ... abbiamo cercato in tutti i modi di non dover credere a ciò che accadeva sotto i nostri occhi, a ciò che il popolo percepiva e digeriva in silenzio!

.... ma il tempo purtroppo ha dato ragione alle nostre prime impressioni! I fatti sono stati confermati dalle singole relazioni finali!

ORTONA MUORE lentamente grazie a politiche sociali sbagliate e soprattuto grazie gli usi e i costumi dei suoi cittadini, consci solo di ciò che vedono e mai spronati da tutto ciò che di diverso potrebbero vedere e fare!

Hanno preso parchi e li hanno colati di cemento e non hanno goduto degli inutili servizi sociali creati ....... e la maggior parte dei cittadini è andata ad applaudire i fuochi d'artificio per le loro inaugurazioni!

Hanno aperto le porte ad imprenditori che non hanno assunto nessun ortonese ed in certi casi, quelli "commerciali", hanno assunto solo chi dicevano loro,
.... e la maggior parte dei cittadini è contenta di tutto ciò ne è la prova la coda di persone davanti a certi uffici professionali che fanno a botte per garantirsi una raccomandazione proprio per entrare in quei luoghi "commerciali" finti e ameni, forti solo della garanzia momentanea di 400/max900 euro mensili!... una vera presa per il culo che piace proprio!!! Tutto questo mentre il commercio locale affonda, mettendo in seria difficoltà una categoria che ha fatto la storia della città!

Hanno sfruttato le idee altrui precedenti, rubandole e maltrattandole apertamente, le hanno sviluppate secondo la loro banale visione politica, e regredendo culturalmente i cittadini ignari e colpevoli a metà di ciò che veniva loro propinato,
...... e la maggior parte dei cittadini li è andata ad applaudire in piazza o in teatro!

Hanno imbavagliato l'informazione grazie all'omertà e alle impersonalità ricattabili e venerabili nello stesso tempo di chi scrivi o manovra certe testatine, grazie a contratti plasmabili e duraturi,
.... e la maggior parte dei cittadini continua ad inviare loro date di compleanno, anniversari di matrimonio e cazzate varie pur di esibirsi nell'agone comunale!

Hanno comprato la cultura, quella finta e puttana, quella che vediamo ogni giorno su certe TV,
..... e la maggior parte dei cittadini è fiera di questo fino a cambiare credo politico anche dopo 40 anni di militanza partitica. ... senza aver nulla in cambio oggi non si fa più niente!!

Hanno cicatrizzato nel tempo una comunità che con il suo silenzio continua a favorire solo la classe politica e gli imprenditori ad essa legati,
..... e la maggiorparte dei cittadini continua ad essere convinta del contrario!!

Hanno sbagliato, e siamo convinti che prima di scomparire
devono pagare! Devono fare ammenda delle loro incapacità, devono vergognarsi in pubblico, e la maggior parte dei cittadini continua a difenderli, a votarli, e si convince sempre più che Ortona è sempre più bella!!

..... ma siccome noi non siamo coglioni come molti altri e sappiamo anche che questa è pura utopia, visto che la politica premia solo se stessa, gridiamo forte che è arrivato il momento dove ognuno, nel suo piccolo, ha il dovere di agire, di ribellarsi, di attaccarsi all'etica delle istituzioni che fa acqua da tutte le parti, e alla morale dei cittadini che purtroppo non c'è più!

Questa è l'unica chiave di lettura per scavalcare con successo la crisi generale che investe la nostra città e per relagare all'oblio della storia la classe politico-imprenditoriale che ha guidato Ortona negli ultimi 20 anni!

Crediate che siano solo parole di sfogo?

Cercate conferma negli esercizi commerciali costretti a chiudere, come nei piccoli imprenditori e le piccole agenzie professionali sull'orlo del fallimento. Controllate i locali sfitti dovunque, gli appartamenti vuoti vecchi e nuovi,
le fabbriche chiuse e le molte altre in crisi!

Chiedete cosa ne pensano la quasi totalità dei giovani ortonesi costretti più di ieri ad emigrare; parlatene con qualche agricoltore e chiedetegli se la terra oggi fa vivere dignitosamente una famiglia; provate a parlarne con quei rari operatori turistici locali e chiedete loro in che condizione versa oggi il turismo ortonese, o se persino c'è il turismo ad Ortona!

Avrete le risposte da voi! ... risposte chiare, precise, concise!

Galleggiano solo gli statali, i precari raccomandati, i pensionati, i professionisti legati alla politica!

Che paese di merda!!! Vogliamo viverci ancora in queste condizioni?
Siamo certi che gli scontenti siano molti di più degli accontentati!!

L'unica ricetta è reaggire "A MUSO DURO" contro chi permette ancora tutto ciò! Prendete posizioni, agite di fatto, allontanate definitivamente chi ha acconsentito nel tempo questo decadimento sociale tutelando solo i propri interessi. Ora è il momento! Sostenete e divulgate un vero "PROGETTO DI VITA PER ORTONA".